Non è finito tutto

La graphic novel su Antonino Caponnetto

antonio ingroia

Riuscì a risollevarsi da quel buio

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Ho conosciuto Antonino Caponnetto nel ’92, in quella terribile estate del ’92. L’Italia era oppressa dalle tenebre… il buio calò su ciascuno di noi, su tutti gli italiani che credevano nella legalità. Calò anche su Antonino Caponnetto che pensò sul momento, preso dalla disperazione, che fosse tutto finito. Ma poi fu grazie proprio a lui che si reagì: un fascio di luce rischiarò quella notte, quelle tenebre e Antonino Caponnetto da quel giorno credo che sia stato un faro per molti di noi, per tutti gli italiani che credono nella Giustizia. Un faro nella notte.
Oggi è più difficile ritrovare quella via, quella forza, quel coraggio che ci infondeva giorno per giorno Antonino Caponnetto. Siamo più soli ma siamo anche più ricchi del patrimonio che ci ha lasciato: un patrimonio di onestà, un patrimonio di fermezza morale, un patrimonio di professionalità e di rigore che costituisce per tutti un patrimonio che abbiamo l’obbligo di non disperdere. Ricordo che Antonino Caponnetto negli ultimi tempi denunciò spesso quanti tradimenti avesse subito la memoria di Falcone e di Borsellino. Ecco, un dovere che abbiamo tutti noi è quello di non permettere che sia tradita anche la memoria di Antonino Caponnetto negli anni a venire.

Antonio Ingroia
(dicembre 2002)

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