Non è finito tutto

La graphic novel su Antonino Caponnetto

Caponnetto a fumetti. Una guida per i giovani

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di Adriana Falsone – Repubblica Palermo

L’ ANTIMAFIA a fumetti sta raccontando le storie degli uomini e degli eroi che hanno perso la vita per lottare. Un nuovo libro questa volta disegna Antonino Caponnetto, ex capo dell’ ufficio istruzione, amico di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. Luca Salici e Luca Ferrara in “Antonino Caponnetto. Non tutto è finito”, pubblicato dalla Round Robin, ripercorrono la storia del magistrato. E così Cesare Terranova, Gaetano Costa, Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giangiacomo Montalto nel 1983 diventano delle voci che Caponnetto sente dentro la mente, un monito a scendere in campo uscendo fuori dalla tranquillità dell’ ufficio toscano, soprattutto dopo la scomparsa di Chinnici. Le voci dei colleghi morti sembrano perseguitarlo e lui si domanda spesso: «Ma tu cosa fai per aiutare la Sicilia, dove i figli migliori stanno morendo uno dietro l’ altro?». Gli autori attraverso continui flashback ripercorrono la storia di Caponnetto che ripartì dalla scuola per scendere in campo contro la “cultura di morte”, andando in giro per l’ Italia ad insegnare la Costituzione, il primo testo antimafia del Paese.I testi sono del catanese Luca Salici che ha coordinato la campagna di comunicazione “Le mafie ci uniscono” mentre di disegni sono di Luca Ferrara, co-sceneggiatore anche della graphic novel “Pippo Fava”, vincitrice del Premio Siani nel 2010. La prefazione è firmata da Andrea Camilleri che racconta di un incontro, mancato, con il magistrato, mentre in appendice ci sono i contributi, tra gli altri, di Manfredi Borsellino, Giancarlo Caselli, Nando Dalla Chiesa, Maria Falcone, Pietro Grasso, Pier Luigi Vigna. «Giro tutta Italia per parlare a voi giovani. Rifiutate i compromessi. Siate intransigenti sui valori. rifiutate il vezzo italiano della furbizia. non chiedete mai favori o raccomandazioni. Le leggi vi accordano dei diritti – spiega il Caponnetto-fumetto ai giovani – Sappiateli esigere, chiedeteli con fermezza con dignità, senza piegare la schiena, senza abbassarvi al più forte al più potente al politico di turno. Dovete esigerli questo è un imperativo che deve sorreggere tutta la vostra vita. Siate felici ma diventate partigiani di questa nuova resistenza. La resistenza dei valori la resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da persone consapevoli».

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