Non è finito tutto

La graphic novel su Antonino Caponnetto

giuseppe di lello

Ha affrontato uno dei periodi più terribili della storia giudiziaria e civile d’Italia

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Caponnetto è stato 4 anni e mezzo a Palermo, in un periodo nella sua età anagrafica e di carriera giudiziaria in cui un magistrato di solito tira i remi in barca e si posiziona in un posto tranquillo – in cassazione o alla procura generale – insomma in un posto in cui aspettare la pensione. Invece lui, proprio in quella parte della sua età, ha affrontato uno dei periodi più terribili della storia giudiziaria e civile di questo Paese. Palermo negli anni ’80 era Beirut, ha attraversato una delle fasi più cupe stagioni della città.

Era un capo molto attento, conosceva tutto e si informava tantissimo. Non delegava mai, studiava gli atti dalla mattina alla sera. Dopo la mattinata e il pomeriggio in ufficio, continuava anche in caserma rivedendo ordinanze e provvedimenti. Conduceva questa vita isolata, abbastanza blindata in una stanzetta della Guardia di Finanza.

Giuseppe Di Lello

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