Non è finito tutto

La graphic novel su Antonino Caponnetto

elisabetta baldi

Ha sempre ricordato con grande orgoglio il buon lavoro che riuscì a fare con il pool

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Non mi parlò mai dei pericoli che dovette affrontare a Palermo. Ho saputo solo dopo che aveva avuto almeno due volte la macchina imbottita di tritolo davanti la caserma Cangialosi. Arrivarono anche tante lettere minatorie, che buttavo direttamente nella pattumiera. La mattina dell’otto novembre del 1985, il giorno della consegna della sentenza-ordinanza, trovai una corona di fiori davanti la nostra casa. La spostai, senza paura.
Ha sempre ricordato con grande orgoglio il buon lavoro che riuscì a fare con il pool antimafia negli anni della sua permanenza in Sicilia. Un’istruttoria che era diventata il più grande processo mai celebrato contro la mafia. Quando chiese il trasferimento, per trascorrere a Firenze gli ultimi due anni prima della pensione, era convinto che Giovanni Falcone potesse continuare a svolgere quel prezioso lavoro di coordinamento. Ma le cose non andarono così. E Nino ne soffrì tanto.

dal contributo di
Elisabetta Baldi Caponnetto

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