Non è finito tutto

La graphic novel su Antonino Caponnetto

don ciotti

7 maggio 2012
di nonefinitotutto.it
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Non ha mai fatto sconti a nessuno

Esiste un metodo Caponnetto per la lotta alla mafia. Fatto di passione, di continuità e di impegno. Di “non età” anagrafica: dell’essere anziano ma essere giovane dentro, molti sono invece giovani però si trascinano. Ci ha testimoniato la fiducia nei giovani, che è possibile creare protagonismo nei nostri ragazzi. Ecco, questo è quello che ci ha comunicato, e soprattutto ha testimoniato che i problemi della terra si possono saldare con la dimensione del cielo.
Nino non ha mai fatto sconti a nessuno, si è impegnato in prima persona lui, nell’ora difficile di quella primavera palermitana, si è messo in gioco, ha testimoniato una politica di trasparenza ma anche di grandi contenuti. Non ha fatto sconti a quei pezzi della politica che invece la dignità delle persone la calpestano.

Don Luigi Ciotti
da “Eroe contromano in difesa della legalità” – Fondazione Antonino Caponnetto

antonio ingroia

7 maggio 2012
di nonefinitotutto.it
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Riuscì a risollevarsi da quel buio

Ho conosciuto Antonino Caponnetto nel ’92, in quella terribile estate del ’92. L’Italia era oppressa dalle tenebre… il buio calò su ciascuno di noi, su tutti gli italiani che credevano nella legalità. Calò anche su Antonino Caponnetto che pensò sul momento, preso dalla disperazione, che fosse tutto finito. Ma poi fu grazie proprio a lui che si reagì: un fascio di luce rischiarò quella notte, quelle tenebre e Antonino Caponnetto da quel giorno credo che sia stato un faro per molti di noi, per tutti gli italiani che credono nella Giustizia. Un faro nella notte.
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rita borsellino

6 maggio 2012
di nonefinitotutto.it
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Lo considero il mio maestro

Nino mi ha preso per mano e mi ha portato ad incontrare i giovani di tutta Italia. Lo ricordo con grande tenerezza. E uno dei ricordi più belli che ho è quell’espressione di fermezza che aveva sul suo viso.
Non posso parlare molto di Nino come giudice. So che c’è un metodo in quello che ha fatto dopo, andando incontro ai giovani di tutta Italia. Il metodo è quello della sincerità, della fermezza e della tenerezza.

Rita Borsellino
da “Eroe contromano in difesa della legalità” – Fondazione Antonino Caponnetto 

 

massimo del papa

6 maggio 2012
di nonefinitotutto.it
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L’ultima intervista di Antonino Caponnetto

La possibilità di rimettere tutto in gioco

di Massimo Del Papa
Il Mucchio Selvaggio, n° 566, 17-23.2.2004 

Quando Daniela Federico mi ha detto che Antonino Caponnetto, l’ex capo del pool di Palermo, il padre professionale (e qualcosa di più) di Falcone e Borsellino, era disposto a farsi intervistare non ci credevo, mi pareva uno scherzo e sono partito immediatamente per Firenze anche se mancavano 36 ore a Natale e l’intero mio tragitto, negli specchietti meteo dei tg, era scandito dai maledetti cristalli di neve. In viaggio ricordavo il ritratto che di Caponnetto fa un suo pupillo, Gherardo Colombo, in poche, splendide righe ne Il vizio della memoria: “Caponnetto, oggi ormai ultimo simbolo dell’ufficio istruzione di Palermo, simbolo della svolta, simbolo dell’impegno. Caponnetto e la sua dirittura morale, il rigore, la profondità, l’umanità, la modestia, la ritrosia, la misura. Caponnetto, costretto per sicurezza a vivere anni, a Palermo, lontano dai suoi, in una caserma. Caponnetto, che adesso gira le scuole per insegnare ai ragazzi cosa sono le regole, e perchè seguirle, cosa sono la mafia, la corruzione, il potere colluso, le intese occulte e perché rifiutarle, comunicando entusiasmo e tenendo per sé la stanchezza degli anni, il dolore per gli amici caduti, quasi figli, fratelli”.
Scoprirò che Caponnetto è questo e ancora altro, è uomo che ti entra sottopelle, uomo di orgoglio e carattere e insieme di tenerezze profonde e mascherate. Uomo passato dall’inferno palermitano, del quale ha assorbito una sicilitudine fatta di dubbi illuminanti, di domande che rispondono, di silenzi che parlano, spiegano. E di parole parche ma dense, pesanti come pietre, strazianti come pietre. Parliamo, e i canarini in gabbia cantano sopra i nostri discorsi, li accompagnano, li condiscono di freschezza e, così mi sembra, di una incredibile, fragile, ma ostinata speranza.

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