Non è finito tutto

La graphic novel su Antonino Caponnetto

Salone del libro di Torino: Round Robin con Gotica, Antonino Caponnetto e la strage di via d’Amelio

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(AGENPARL) – Roma, 09 mag – Da domani, giovedì 10, fino a lunedì 14 maggio, la Round Robin editrice sarà nuovamente alla XXV edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, allo stand M150, padiglione 2. Sarà con noi Giovanni Tizian, che presenterà, assieme a Lirio Abbate, giornalista de l’Espresso, il suo libro sulle infiltrazioni mafiose nel nord Italia, Gotica. ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea, venerdì 11 maggio, alle ore 13, presso lo Spazio Autori B del padiglione 2. I due giornalisti racconteranno crimine, malaffare ed economia retta dai clan nel nord Italia come nel Piemonte: gioco d’azzardo legalizzato, edilizia, movimentazione di denaro e rapporti tra politici e clan. La Round Robin porterà inoltre in anteprima al Salone di Torino, a vent’anni dalle stragi mafiose che colpirono al cuore l’Italia democratica nel 1992, due libri di assoluta memoria storica. Il primo si intitola Un orsacchiotto con le batterie (Il depistaggio della strage di via D’Amelio) scritto da Elena Invernizzi e Stefano Paolocci. È un romanzo-inchiesta sul depistaggio lungo due decenni attorno alla strage in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque uomini della sua scorta. In un gioco di pesi e contrappesi saranno le voci dei pentiti a dominare la scena: quella dell’”orsacchiotto con le batterie” Vincenzo Scarantino in primis, sulle cui dichiarazioni verranno istruiti i processi; e quella di Gaspare Spatuzza poi, il collaboratore che ha rimesso in discussione le sicurezze acquisite in tanti anni di indagine. Il secondo è una graphic novel dal titolo Antonino Caponnetto (Non è finito tutto) di Luca Salici e Luca Ferrara. Fumetto incentrato sulla figura dell’ex Capo Ufficio Istruzione che diventa il simbolo di una città, di un Paese, che si rialza dall’ennesimo schiaffo, dopo le stragi di via D’Amelio e Capaci. “È finito tutto” dice uno scosso Caponnetto uscendo dall’obitorio dopo l’ultimo saluto a Borsellino. E il rammarico per quella frase detta in un momento di sconforto diventa un motivo in più per farsi coraggio, per riprendere le forze e la speranza, e lavorare sul cambiamento culturale e sulla lotta alla mafia. È l’inizio della primavera palermitana. Due libri che parlano della storia recente del nostro Paese. Che alcuni vogliono dimenticare, ma che noi abbiamo il dovere di ricordare. Sempre.

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