Non è finito tutto

La graphic novel su Antonino Caponnetto

salvatore calleri

Ha saputo parlare al cuore della gente

| 0 commenti

Ha amato Firenze, ne è stato amato e lo è tutt’ora. Ha amato Palermo, ne è stato amato ma non a sufficienza. Ha scelto di fare il Giudice. Senza dire nulla alla moglie ha sostituito Rocco Chinnici ucciso con metodo “libanese” da Cosa nostra. Ha ottenuto come Pretore, al primo incarico, la prima sentenza della Corte costituzionale. Ha combattuto in Africa e ne è tornato pieno di incubi e schierato per la pace. Ha parlato ai giovani di tutta Italia. Ha creato il primo pool antimafia mettendoci quattro moschettieri: Falcone, Borsellino, Guarnotta, Di Lello. Ha amato sua moglie Betta per 61 anni, fino alla morte. Ha difeso la Costituzione. Ha, per primo nella storia del nostro Paese, fatto condannare in modo definitivo oltre 400 boss mafiosi. Ha pianto per la morte dei suoi “figli” Falcone e Borsellino. Ha detto «tutto è finito» pentendosene subito. Ha avuto almeno due condanne a morte da parte della mafia, ma è morto naturalmente, di vecchiaia, a Firenze. All’età di venticinque anni ha scritto nel suo diario: «Le difficoltà della guerra mi hanno reso uomo e di questa parola voglio essere sempre più degno. Questa immensa parola significa volontà, amore, purezza, nobiltà e forza». Ha istruito il maxiprocesso. Ha vissuto in modo semplice. Ha saputo parlare al cuore della gente. Ha detto sempre in modo gentile, ma fermo, le cose che pensava. Ha dedicato la propria vita agli ideali. Ha difeso la legalità. Ha presieduto la Fondazione Sandro Pertini aiutando la moglie del Presidente Carla Voltolina a farla nascere. Ha difeso gli ultimi. Ha ottenuto la sentenza numero 1 e 2 della nostra Corte Costituzionale. Ha detto: «La democrazia è la possibilità di rimettere tutto in gioco». Ha avuto dei funerali affollatissimi da gente per bene. Ha amato lo Stato. Antonino Caponnetto è morto il 6 dicembre 2002. Ha lasciato in eredità un vertice antimafia ed una Fondazione che ho l’onore di presiedere. Il vertice si tiene annualmente l’ultimo sabato di novembre nel comune di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. L’incontro chiama a raccolta quanti sono impegnati nella lotta contro la mafia. Uniti per continuare la sua opera. Uniti affinché i cittadini combattano contro la mafia per arrivare alla sua sconfitta definitiva.

Salvatore Calleri
presidente Fondazione Antonino Caponnetto 

Lascia un Commento

I campi obbligatori sono contrassegnati con *.

*


8 + = nove